domenica 12 gennaio 2020

Templar Day Of Peace 2020 presso la Storica Cappella Templare di Santa Maria Coeli San Gennaro

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Si terrà domenica 16 Febbraio il Concerto della Pace, per festeggiare l’anniversario del restauro della Cappella di Santa Maria Coeli – San Gennaro di Napoli, alla cerimonia parteciperanno  numerosi Cavalieri Templari Cattolici dell’Associazione Poveri Cavalieri di Cristo di Napoli e non solo che arriveranno da tutta Italia, la Cappella storica di Santa Maria Coeli San Gennaro al Vico Molo alle due Porte è stata ripristinata dopo lunghi anni di abbandono e totali saccheggi di tutto arredi, statue, quadri, candelabri che la stessa aveva subito, nonché profanata una dei tre sarcofagi ben scolpiti, devastato e ridotto in pezzi il Marmo di copertura scolpito al centro della chiesa della Terra Santa, lì dentro c’erano i morti nobili. Il marmo dell’altare era  stato estirpato dalla base, come capita in quasi tutte le chiese abbandonate. In un momento storico dove molte chiese chiudono per mancanza di sacerdoti o di fedeli, andare controcorrente fa notizia, ma è questo che stimola i Templari della Confraternita dei Cavalieri Templari Cristiani Jacques de Molay,  grazie all'intervento  del Priorato della Cappella di Santa Maria Coeli e San Gennaro – Poveri Cavalieri di Cristo di Napoli capitanati dal Gran Priore Internazionale Fr. Massimo Maria Civale, è stata completamente ristrutturata, rimessa l’immagine dell’Altare di Santa Maria Coeli e San Gennaro (la tela rappresenta San Gennaro che intercede presso la madonna e il bambino per la salvezza della sua città’ dall'eruzione dell’Vesuvio del 16 dicembre 1631). Nome lungo per una cappella piccina arrampicata ai fianchi dell’Arenella in un borgo di campagna che i napoletani, dal 1300 in poi, elessero a luogo di ristoro per il corpo e per la mente.
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 Era il minuscolo borgo delle due porte all’Arenella, che esiste ancora e conserva intatto il fascino della sua storia. In cima a via Cattaneo c’è uno slargo sul quale affacciano ancora le due antiche porte, che poi sono solo due archi piccolini. Attraversando quello di sinistra si entrava nel vico delle fate che oggi si chiama più pomposamente «Arco San Domenico», quello di destra invece portava al vico Molo alle due porte che conserva lo stesso nome: «molo» perché affacciava direttamente sul mare di Napoli.
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La chiesa l’aveva fatta costruire una nobildonna della famiglia di Pozzuoli dei «Di Costanzo». Donna Isabella che trascorreva lunghi periodi nella casa di famiglia in collina, aveva scoperto che per ascoltare la messa i campagnoli della zona si incamminavano in percorsi lunghissimi e tortuosi. Così  fece costruire la cappella con il principale scopo di rendere meno complicata la vita della gente del posto. Divenne, quella cappella, anche il luogo di sepoltura della famiglia Di Costanzo. Poi col passare degli anni e con la crescita della città il borgo non fu più isolato e la necessità di avere quella chiesetta fu meno impellente.
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Attualmente è aperta ai fedeli del quartiere per il Santo Rosario, inoltre i membri dei Poveri Cavalieri di Cristo di Napoli offrono il servizio di un banco alimentari e pasti caldi per i più bisognosi e varie iniziative culturale, storiche e di volontariato. 
Appuntamento il 16 Febbraio alle ore 11.00   per il Concerto della fratellanza e della Pace.
Alcune foto delle passate edizioni.
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I segreti alle Due Porte all’Arenella

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Quali segreti cela le Due Porte all’Arenella? Una Cappella Templaresarcofagi gotici emblematici e i presunti resti della misteriosa Accademia dei Segreti di Giambattista Della Porta.
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Cosa c’entrano i Templari, San Gennaro e Giambattista Della Porta, legati al nome di una chiesa in via alle Due Porte all’Arenella? Facciamo un passo alla volta.
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La Chiesa o per meglio dire Cappella di Santa Maria Porta Coeli e di San Gennaro, sita al vico Molo alle Due Porte all’Arenella, se pur piccola per dimensione, è da considerarsi un vero gioiello storico-artistico e archeologico di Napoli; ma c’è di più: si ipotizza che fra i sotterranei della chiesa si celerebbero i presunti resti della misteriosa e perduta Accademia dei Segreti, fondata nel XVI secolo da Giambattista Della Porta, celebre scienziato, letterato e alchimista, che qua vi abitava.
Inoltre tra gli antichi sotterranei della chiesa, ben visibili, sono custoditi misteriosi sarcofagi in stile gotico, appartenenti alla Cappella sepolcrale dei Di Costanzo e quasi del tutto dimenticati.

Dal 1°Novembre 2016, la Cappella di Santa Maria Porta Coeli e di San Gennaro è stata ufficialmente consegnata in comodato d’uso per attività di Solidarietà e Volontariato, dalla Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, ai fratelli dei Poveri Cavalieri di Cristo i Templari Jacques De Molay che si sono impegnati a ripristinarla e aprirla al culto religioso dopo oltre 30 anni dalla sua chiusura, poiché caduta in un forte stato di abbandono.
Oggi il luogo sacro chiede di essere vissuto dalla comunità e da semplici cultori e appassionati studiosi. Fra i suoi tesori si annovera una tela di Pacecco De Rosa «San Gennaro intercede presso la Vergine per la salvezza di Napoli» in memoria del miracoloso progidio del Santo Patrono che arrestò l’eruzione del Vesuvio del 1631.

L’origine del borgo e della chiesa

La chiesa fu fondata nel 1664 dalla nobildonna Isabella di Costanzo, come suggerisce la lapide ben leggibile posta sulla facciata; erede di Cinzia Della Porta, figlia di Giambattista Della Porta. Dalla sua biografia si apprende che Isabella aveva sposato il nobiluomo Alfonso Di Costanzo, rampollo di una delle famiglie originaria di Pozzuoli e tra le più prestigiose del Regno di Napoli.

Donna Isabella amava trascorrere lunghi periodi con la sua famiglia in collina (al Vomero) in quest’area dell’Arenella che dal 1400, si presentava come un minuscolo borgo di campagna eletto dai napoletani come luogo di ristoro e di tranquillità, detto Borgo delle Due Porte, poiché qui vi furono innalzate due porte, ovvero due piccoli archi di cui si tramanda l’antico appellativo.
La porta di sinistra conduceva nel «Vico delle Fate» ovvero le «fate» furono chiamate le belle lavandaie che popolavano il borgo e apprezzate per le loro forme avvenenti e generose che mandavano in estasi gli uomini mentre lavavano i panni. Oggi quest’arco è chiamato «Arco di San Domenico».

La porta di destra, viceversa, portava in Via Molo perché affacciava sul versante del mare e conduceva giù, di cui conserva intatto il nome «molo».
Proprio in quest’area, Isabella aveva notato che gli abitanti del borgo per poter sentir messa, si recavano con gran fatica giù Capodimonte o alla Sanità, non avendo un luogo di culto più vicino. Per adempire a tale esigente logistiche e spirituali, la nobildonna decise di erigere una Cappella che in seguito diventerà anche il luogo di sepoltura della famiglia Costanzo, come si nota dalla Cappella sepolcrale.

Con la crescita urbanistica della città, il piccolo borgo iniziò ad espandersi incrementando chiese e luoghi di culto, fin quando anche l’ultimo erede dei Di Costanzo, il duca Francesco Maria, patrizio napoletano e Deputato al Seggio di Portanova morto nel 1760 (intuendo che non vi era più necessità della cappella) donò la chiesetta alla Deputazione del Tesoro di San Gennaro, che ne fu reggente fino al 2016 e consegnata attualmente ai fratelli Cavalieri Templari di Jacques De Molay per attività di Solidarietà e di Volontariato a scopo divulgativo e religioso, addossandosene gli oneri, il restauro e la messa in sicurezza del sito.
Dopo circa 30 anni a seguito del terremoto dell’Irpinia che ne chiuse le porte definitivamente, possiamo ammirare in tutta la sua bellezza la Cappella di Santa Maria Porta Coeli e di San Gennaro.

I segreti alle Due Porte all’Arenella: i tre sarcofagi e la grotta

L’origine della chiesetta, propriamente Cappella è del 1664 ma tra i suoi sotterranei rivelano sorprendenti novità; dall’ingresso si può notare sul pavimento a scacchiera, la lastra di vetro che mostra dal basso, la tomba sepolcrale settecentesca del duca Francesco Maria Di Costanzo mentre una lapide del secolo scorso rinnova la sua memoria.
Fin qui nulla di eclatante, se non fosse per un particolare: la collocazione di tre sepolture ovvero, tre sarcofagi gentilizi gotici appartenente ai De Costanzo e più antichi della cappella stessa.

Le iscrizioni latine e ben leggibili con lo scudo gentilizio di un leone che sovrasta tre paia di costole, non lasciano dubbi che appartengano alla nobile famiglia. Cosa ci fanno tre sarcofagi gotici? Ma soprattutto, chi sono?
Una lapide latina con caratteri romani posta al centro della Cappella prova a chiarire l’enigma: trattasi di tre sepolture, quella di Ludovico e Luigi Di Costanzo vescovi di Pozzuoli e del milite Giovannello fratello di Ludovico, tutti e tre deceduti fra Trecento e Quattrocento, traslati per ordine della famiglia di Costanzo da Pozzuoli all’Arenella.
Ma gli studi e gli approfondimenti sui tre sarcofagi continuano perché potrebbero rivelare altre storie di origine medioevale, come la presenza di una lapide ignota.

La notizia sensazionale che ha smosso l’interesse nei confronti del luogo è quella cui si ipotizza il ritrovamento dei resti della perduta Accademia dei Segreti fondata da Giambattista Della Porta, compiuta da un’equipe di speleologi che sono riusciti a trovare la grotta; la sede sorgeva proprio in quest’area in Salita Due Porte all’Arenella, dove vi era la villa estiva di Della Porta e del tutta scomparsa o inglobata da altri edifici circostanti.
L’Accademia dei Segreti non era altro che una piccola istituzione a scopo scientifico culturale fondata nel 1560 la cui attività principale, si basava sulla dimostrazione di una nuova scoperta scientifica ignota all’umanità, nell’ambito delle scienze naturali.
L’Accademia fu chiusa nel 1580 per ordine di papa Gregorio XIII passando prima per l’Inquisizione, poiché sospettata di occuparsi di occultismo. A seguito dell’abiura di Della Porta, considerato mago-alchimista anche i suoi «segreti» furono dissotterrati.

Attualmente è stata rinvenuta una grotta (seminterrata e da portare alla luce) che mostra chiari riferimenti alla presunta Accademia dei Segreti; una sorta di struttura iniziatica con alcuni simboli magici-esoterici impressi sulle pareti, decori ornamentali e cunicoli che fanno presagire un sottil segreto.

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